30.032018
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L’utilizzo del termine “mafia” in un marchio è in contrasto con i valori fondamentali dell’Unione europea. Di conseguenza, un’azienda non può ottenere la registrazione attraverso l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) di un marchio, per servizi di ristorazione, con la scritta “la mafia se sienta a la mesa” (la mafia si siede a tavola). È quanto ha stabilito il Tribunale dell’Unione europea con la sentenza depositata il 15 marzo 2018 nella causa T-1/17 (La Mafia Franchise) con la quale l’Italia è riuscita a ottenere la dichiarazione di nullità della registrazione del marchio proprio grazie alla necessità di salvaguardare i valori fondamentali e la tutela dell’ordine pubblico. Un’affermazione importante, quella del Tribunale, perché in relazione a un sistema caratterizzato dal principio del carattere unitario del marchio stabilisce una nozione altrettanto unitaria di ordine pubblico.

Il fatto

La vicenda aveva avuto origine dalla richiesta di una società spagnola, attiva nei servizi di ristorazione, di registrare un marchio figurativo con la scritta “la mafia se sienta a la mesa”. Dopo la pubblicazione nel Bollettino dei marchi comunitari, l’Italia aveva depositato una domanda per far dichiarare la nullità del marchio controverso presso l’Euipo. Il ricorso era stato accolto e, di conseguenza, il marchio contestato era stato dichiarato nullo. La Commissione di ricorso aveva confermato il provvedimento e l’azienda si è rivolta al Tribunale Ue per l’annullamento della decisione impugnata, chiedendo, in sostanza, che il marchio fosse dichiarato valido.

I limiti alla registrazione per motivi di ordine pubblico

Il regolamento n. 207/2009 sul marchio dell’Unione europea, sostituito dal n. 2017/1001, dispone, all’articolo 7, che i marchi contrari all’ordine pubblico o al buon costume sono dichiarati nulli. Nel caso di specie, la società spagnola sosteneva che «né l’organizzazione conosciuta con il nome mafia, né i suoi membri figurano nell’elenco di persone e di gruppi terroristici allegato alla posizione comune 2001/931/PESC del Consiglio del 27 dicembre 2001 relativa all’applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo».

fonte: guida al diritto

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